La celiachia

Almeno 122.000 gli italiani che ne soffrono

Uscire la sera per una cena in compagnia o partecipare a un compleanno festeggiato con un’ottima pizza può causare disagio e malumore in chi soffre di celiachia.

Questa è oggi definita come una “malattia digestiva”, ma esiste praticamente da sempre, già Areto di Cappadocia scriveva nel 250 d.C. dei Koiliakos definendoli come coloro che hanno problemi all’intestino. Studi e ricerche hanno condotto alla conclusione che la celiachia è un’impossibilità genetica a digerire alcune proteine del grano.

Daniele Bossari, Claudia Koll, Chelsea Clinton, Novak Djokovic, Laura Torrisi: fanno tutti parte di quell’1% di persone nel mondo per cui un piatto di pasta può causare più danni che benefici.

Cos’è la celiachia e quali sono i sintomi?

Nel momento in cui un celiaco ingerisce un alimento ricco di glutine (grano, segale, orzo…), non solo non vengono assorbite le componenti nutrizionali dell’alimento stesso, ma l’intestino reagisce con una reazione immunitaria esagerata che provoca disturbi seri e a lungo andare anche gravi, se la malattia non viene trattata.

Solitamente il motivo per cui un genitore sottopone il proprio figlio alle analisi per la celiachia è una continua e inspiegabile diarrea e conseguentemente un malessere generale e perdita di peso immotivata. In certi casi però non è da bambini che la celiachia si sviluppa; rimanendo latente per diversi anni, capita che la malattia sfoci improvvisamente in seguito a un intervento chirurgico o durante una gravidanza o a causa di un fortissimo stress.

In base ai sintomi manifestati la celiachia si suddivide in tipica (con diarrea e calo di peso), atipica (con una forte anemia in età non pediatrica), silente (priva di sintomi eclatanti) e potenziale, quando le due analisi utili per la diagnosi, la sierologica e la biopsia, offrono risultati contrastanti.

Sintomi più rari, ma comunque caratteristici, sono anche dolori alle ossa, crampi, irritabilità, stanchezza, ulcere nella bocca, dermatiti herpetiformi, danneggiamento dello smalto dei denti e irregolarità del ciclo mestruale.

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Come viene diagnosticata la celiachia e come si affronta?

La sintomatologia della celiachia non ha componenti fortemente caratteristiche. Problemi di digestione, stanchezza o anemia possono essere indicativi di molte patologie a livello intestinale, per questo i medici che credono di avere di fronte un paziente celiaco, prescrivono due esami specifici che rendono sicura la diagnosi. Innanzitutto l’analisi sierologica che valuta la presenza nel sangue di anticorpi IgA, IgG e tTG in presenza di glutine e poi la biopsia intestinale che analizza lo stato dei tessuti stessi dell’organo; a lungo andare infatti, se la celiachia non viene presa tempestivamente in considerazione, l’ingiustificata, continua ed eccessiva risposta

immunitaria al glutine provoca una distruzione dei villi intestinali che così impediscono, oltre alla digestione del grano, anche l’assorbimento di qualsiasi altra componente nutrizionale.

Accertata la diagnosi, il paziente non può prendere un farmaco e continuare a mangiare pane e pasta; l’unico modo per gestire la celiachia è affidarsi ai prodotti gluten-free che se fino a qualche anno fa erano disponibili solo in farmacia e nei negozi specializzati, oggi sono esposti sugli scaffali di gran parte dei supermercati.

Se la malattia non ha compromesso eccessivamente gli organi digestivi, i villi si riformeranno in breve tempo, ma non sono ammesse eccezioni alla dieta; è necessario scegliere con cura i piatti nel menù dei ristoranti e preferire le pizzerie che servono anche pizza senza glutine oppure è consigliabile portare sempre con sé un pacco di pasta appropriata che il cuoco del ristorante non può rifiutarsi di cucinare.

Non si conoscono le cause dell’insorgenza della celiachia, alcuni medici ipotizzano che un mancato allattamento al seno possa creare una predisposizione alla malattia, quello che invece è stato appurato  è che la familiarità è da considerarsi un fattore di rischio: il 15% dei malati ha ereditato il disturbo da un genitore. Si pensa che solo nel 21%  dei casi la celiachia venga conclamata e che spesso sia confusa con altri disturbi digestivi; è bene quindi anche solo in caso di dubbio, sottoporsi ai test per evitare le spiacevoli possibili conseguenze come, tra le più comuni, il diabete di tipo 1.


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