Il pomodoro: è davvero la mela dell’amore?

Pomo d’oro, pomme d’amour, pomo dei Mori: qual è l’origine del nome del comune ortaggio che non può proprio mancare sulle tavole degli italiani?

Il pomodoro, Solanum lycopersicum come lo ha chiamato Linneo o Lycopersicon esculentum, nome attribuitogli da un altro botanico, Herman Karsten, è una pianta proveniente dall’America latina, regalatoci da Cristoforo Colombo e dalla scoperta delle nuove terre. Quando giunse in Europa, poco prima che iniziasse il XVII secolo, era una pianta dai frutti color oro e venne coltivata nel ‘700 come pianta ornamentale che produceva i bei “pomi d’oro”. Il clima mediterraneo donò poi al frutto un colore rosso acceso che donò alla pianta la fama di rimedio afrodisiaco e in Francia  il suo nome mutò in “pomme d’amour”, sembra però purtroppo che questa proprietà non faccia parte delle reali qualità del pomodoro.

Quello che certamente si sa della pianta è che fa parte delle Solanacee, famiglia a cui appartengono anche le patate o le melanzane, ortaggio caro agli arabi, e da qui il nome di “pomo dei Mori”.

A prescindere dal nome che gli si vuole attribuire, comunque, il pomodoro è oggi parte integrante della dieta e della cucina del nostro Paese e, considerate le buone proprietà terapeutiche, non si può negare che questa sia una vera fortuna.

Quali sono le proprietà del pomodoro?

Il 94% di ogni frutto è costituito da acqua e questo rende il pomodoro un alimento assolutamente ipocalorico (solo 17 Kcal per 100 g); il resto è costituito per lo più dal 3% di carboidrati, l’1,2% di proteine, l’1% di fibre e lo 0,2% di grassi.

Tra i suoi componenti spicca poi la grande quantità di vitamine, specialmente quelle del gruppo B, la C, la D e la E e di sali minerali, tra cui ferro, zinco, selenio, fosforo e calcio utili per remineralizzare e rinforzare l’organismo nelle calde giornate estive o dopo lo sport, quando col sudore si perdono grandi quantità di liquidi e sali.

La sua ricchezza di acqua lo rende un frutto utile alla diuresi e quindi importante per la depurazione e l’eliminazione di scorie e tossine; essendo invece povero di sale è consigliato anche agli ipertesi, mentre i diabetici possono farne tranquillamente uso in quanto è quasi privo di zuccheri; infine le fibre presenti nella buccia possono aiutare i movimenti intestinali di coloro che soffrono di stipsi.

Il pomodoro non è però privo di controindicazioni; il frutto contiene infatti degli acidi organici (malico, citrico, succinico e gluteninico) che, se da un lato favoriscono la digestione, dall’altro possono irritare uno stomaco più debole e causare acidità e bruciori, specialmente nel caso in cui si soffra di reflusso gastroesofageo o di gastrite cronica. Inoltre l’istamina, sostanza di cui il pomodoro è ricco, può causare delle reazioni allergiche più o meno gravi e, specialmente al contatto con la cute, può scatenare dermatiti fastidiose e durature.

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Infine il pomodoro, facendo parte delle Solanacee, è ricco di una sostanza tossica, la solanina, che può essere causa di mal di testa e problemi gastrici; bisogna però dire che la solanina tende a diminuire con la maturazione del frutto e per questo è sempre preferibile acquistare pomodori rossi e ben maturi e lasciare quelli verdi a maturare ancora; la solanina è poi una sostanza termolabile, quindi con la cottura viene eliminata (questo è il motivo per cui patate e melanzane non si mangiano mai crude).

Pomodoro, cosmesi e alimentazione

Sono ormai accertate le potenzialità tonificanti e rinfrescanti delle maschere per il viso fatte col pomodoro; a volte non è necessario spendere soldi in profumeria per eliminare i fastidiosi brufoli dell’acne, ma basta una maschera realizzata con due pomodori sbucciati e tritati a cui viene aggiunto un cucchiaio di limone e due cucchiai di zucchero: questo composto lasciato raffreddare in frigorifero e tenuto sul viso per 15 minuti darà senz’altro alla pelle un aspetto rinnovato.

Se però interessa di più l’aspetto culinario del pomodoro, la fantasia può certo sbizzarrirsi. I diversi tipi di pomodoro (San Marzano, Pachino, cuore di bue, Sunrise, Montecarlo) consentono di dilettarsi in tantissime ricette utilizzando per ognuna la varietà più adatta.

Spesso però le cose semplici sono le più soddisfacenti, per questo un sugo fresco fatto gettando un paio di pomodori tagliati a dadini piccoli in una padella con dell’olio molto caldo e uno spicchio d’aglio può essere un condimento eccezionale per un piatto di pasta o una bruschetta, specialmente se lo facciamo stare sul fuoco giusto il tempo di eliminare un po’ dell’acqua del pomodoro stesso e lo condiamo a fine cottura con poco sale e del basilico fresco.


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