Il peperoncino: buono, sano, piccante

Uno dei molti regali alimentari che la scoperta del Nuovo Mondo ci ha donato, oltre alle patate e ai pomodori, è una serie di piante aromatiche tra cui il peperocino (Capsicum annuum L.). Amato da molti e odiato da pochi, il peperoncino dona una sensazione piccante dal retrogusto aromatico capace di dare quel tocco in più a dei piatti altrimenti banali.

Le caratteristiche della pianta

Come le melanzane, i peperoncini fanno parte della famiglia delle Solanacee; è una pianta annuale con un fusto ramificato e tante semplici foglie glabre e ovali che nascondono prima i fiori, piccoli semplici e di colore giallo-bianco o rosa-violetto, e poi, in agosto e settembre, i frutti: bacche di forma diversa in base alla varietà della pianta, di colore quasi sempre rosso acceso, più raramente verde o giallo e a volte addirittura violaceo, marrone o nero.

Oggi è diffuso in tutta Europa e particolarmente in Italia dove il clima caldo e mediterraneo della Calabria e della Sicilia permettono ottime coltivazioni di peperoncino alimentare e da ornamento.

Quando è il periodo giusto le bacche vengono raccolte con tutto il picciolo e poi legate con un filo le une alle altre a formare delle piccole e caratteristiche collane che vengono appese ed essiccate per essere utilizzate durante tutto il resto dell’anno.

Le varietà di peperoncino

Sono tantissime le varietà della pianta del peperoncino ed ognuna di esse può essere utilizzata in cucina, purché si stia attenti e ci si informi prima sul grado di piccantezza della bacca.

Esistono infatti alcuni frutti praticamente privi della sostanza che determina il caratteristico bruciore, la capsaicina, e possono essere cotti al forno, fritti o cucinati ripieni di carne o patè di verdure miste; tra questi cultivar ricordiamo ad esempio l’Acongagua, il più grande e polposo peperoncino al Mondo che arriva a una lunghezza anche di 45-50 cm, di colore giallo, particolarmente indicato per le peperonate, o l’Aji Brown, originario del Perù, adatto negli accostamenti con le verdure e per nulla piccante. Al contrario esistono ilBhut Jolokia, che sembra sia tra i peperoncini più piccanti al mondo e che chi lo maneggi abbia bisogno di guanti protettivi per evitare gravi infiammazioni agli occhi e alla cute o ilNaga Dorset, altrettanto piccante e utilizzato in piccolissime dosi nei piatti di chi è già abituato al suo gusto intenso.

Le piante sono spesso molto, molto graziose e per questo alcune varietà vengono vendute anche come piante ornamentali, anche se i frutti sono comunque commestibili, come la varietà Medusa o la Pretty Purple, dai caratteristici frutti viola.

Le proprietà della pianta e l’uso cosmetico

I principi attivi della pianta le conferiscono proprietà aromatizzanti, vitaminizzanti, coloranti, revulsive e stimolanti; infatti le bacche oltre ad avere un ottimo sapore sono anche estremamente ricche di vitamina C (in proporzione più delle arance!) e usato esternamente, il peperoncino può attrarre il sangue migliorando la microcircolazione locale con un effetto anestetico per alcuni tipi di dolori, come quelli reumatici.

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Gli studi erboristici rassicurano poi sulle proprietà disinfettanti relativamente allo stomaco e all’intestino contribuendo così alla prevenzione delle influenze gastro-intestinali.

Recenti ricerche hanno poi osservato che, specialmente se usato saltuariamente, il peperoncino può aiutare a bruciare le calorie durante la digestione, divenendo un ottimo coadiuvante nelle diete per il dimagrimento.

spaghetti aglio olio peperoncinoIl peperoncino in cucina

Ma nonostante tutte le ottime proprietà della pianta, non bisogna dimenticare che è il suo gusto piacevole ed aromatico che ci spinge ad aggiungerne una certa quantità nei piatti che serviamo. C’è chi, non abituato, ha difficoltà ad ingerirne anche piccolissime dosi e chi non può fare a meno di condirci qualsiasi cosa.

Uno dei condimenti più semplici, rapidi e famosi della cucina italiana mette insieme 3 degli elementi culinari che nel tempo sono diventati fondamentali della cucina nostrana:l’olio, l’aglio e, appunto, il peperoncino.

Basta scaldare un po’ d’olio in un pentolino ed aggiungere, quando è caldo, uno spicchio d’aglio tagliato a pezzi e peperoncino in quantità variabile secondo i gusti, e si ottiene una salsa ottima per un piatto di spaghetti in grado di soddisfare la gola senza appesantire la digestione e senza dover neppure aggiungere il sale, il peperoncino da solo basta a conferire la giusta sapidità.


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