I chiodi di garofano: tanti gli usi nei tempi antichi e ai giorni d’oggi

I chiodi di garofano prendono il nome dal loro aroma, simile a quello del garofano, ma non hanno nulla a che vedere con la pianta nostrana presente nei vasi di molti terrazzi e nei giardini. Sono invece i boccioli dei fiori di una pianta originaria dell’Indonesia, la Eugenia caryophyllata, oggi coltivata anche in parte dell’Africa, nelle Filippine e nello Sri Lanka. Fa parte della famiglia delle Myrtaceae e si raccoglie da alberi alti circa 15-20 metri.

Caratteristiche farmacologiche della pianta

I principi attivi dei chiodi di garofano sono principalmente mucillagini, tannini, flavonoidi ed oli essenziali (principalmente l’eugenolo, presente in una percentuale del 90%). Questi ultimi sono i responsabili del caratteristico aroma pungente e del sapore intenso utile nella cucina, ma importante anche dal punto di vista erboristico. Gli oli essenziali infatti sono battericidi naturali in grado di uccidere i germi e di impedirne la proliferazione. Per quanto riguarda i chiodi di garofano, l’olio essenziale può essere estratto dai rametti delle piante o dai boccioli dei fiori e in quest’ultimo caso l’aroma è di maggiore qualità. Sotto forma di olio essenziale i chiodi di garofano possono essere utilizzati per dei suffumigi in caso di raffreddori o irritazioni alla gola, per gargarismi e sciacqui disinfettanti, per unguenti da usare contro le infezioni cutanee,;mentre i chiodi nella loro interezza possono fornire il loro aiuto sotto forma di decotto per contrastare le infezioni dello stomaco e dell’intestino.

Da sempre i chiodi sono stati usati per anestetizzare le mucose della bocca quindi, in caso di carie o mal di denti, metterne uno sulla gengiva dolorante masticandolo leggermente può senza alcun dubbio lenire la sofferenza. Citati da Avicenna e Santa Ildegarda, i chiodi di garofano venivano usati già durante il Medioevo contro emicrania, cefalea e alitosi e sembra addirittura che sia un buon afrodisiaco.

Oggi si sa che oltre alle grandi doti anestetiche, la droga ha veramente un ottimo potere antimicrobico, che è sfruttabile con un decotto preparato con 3-5 g di spezia fatta bollire per circa 5 minuti e lasciata 10 minuti in infusione coperta con un piattino per non far evaporare gli oli.

I chiodi di garofano in cucina

Oltre alle proprietà benefiche, i chiodi di garofano sono anche molto buoni e possono essere utilizzati in cucina per aromatizzare molti piatti della nostra tradizione.

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Ottimi negli stufati di carne e nelle zuppe di verdure, possono offrire il loro sapore particolare a bruschette all’olio o ai formaggi, che arricchiscono il proprio sapore anche solo grazie al contatto con la spezia. Le verdure alla griglia diventano un piatto sfizioso e particolare e il semplice sugo di pomodoro con l’aggiunta, a metà cottura, di un paio di chiodi, assume un aroma delizioso. L’importante è ricordarsi di togliere la spezia prima di servire il pasto, poiché è piuttosto dura e può risultare fastidiosa.

La ricetta più famosa che prevede l’utilizzo dei chiodi di garofano è però forse il vin brulé, bevanda calda preparata con la droga e del vino rosso forte insieme a bucce d’arancia o di limone e cannella. Basta portare il tutto ad ebollizione e, appena spento il gas, infuocare con un fiammifero per eliminare l’alcool. Questa gustosa bevanda, di origini molto antiche, è un ottimo antinfluenzale da assumere quando al cambio di stagione i primi freddi portano anche fastidiosi raffreddori e tosse.

Curiosità sulla spezia

Gli oli essenziali hanno due caratteristiche principali: oltre alla capacità di uccidere i batteri hanno un profumo intenso. Proprio questo odore, per noi tanto gradevole, è utilizzato sin dai tempi delle nonne per cacciare mosche e tarme. Basta inserire i boccioli, come fossero veri e propri chiodi, in un’arancia o un mandarino e metterli appesi alle finestre con dei nastri colorati o in un cestino a formare un centrotavola, per mandar via mosche e allontanare le zanzare; oppure può essere messo nei cassetti del comò o appeso all’asta dell’armadio per cacciare le tarme e salvare i vestiti. In questo caso gli abiti saranno talmente odorosi che dopo averli indossati non ci sarà neppure bisogno di aggiungere alcun profumo ai polsi.

 


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