La dieta vegana: attenzione alle possibili carenze alimentari

Sono principalmente i motivi etici che spingono una persona ad abbracciare la dieta vegana: nutrirsi non può richiedere il maltrattamento animale, per questo vengono eliminati dai propri piatti tutti i cibi di origine animale. I vegani infatti non solo non mangiano carne e pesce (come i vegetariani), ma eliminano anche formaggi e uova, in quanto la loro produzione è origine di ulteriori maltrattamenti, specialmente all’interno degli allevamenti intensivi.

Oltre a una motivazione etica però ne esiste anche una salutista. Negli allevamenti intensivi, gli animali sono talmente maltrattati (questo è un dato di fatto e non una convinzione vegana; basti pensare che in alcuni capannoni riescono a stipare anche 20 galline in un metro quadro su due piani) che hanno spesso bisogno di cure mediche. La stretta vicinanza degli animali l’uno all’altro e la totale mancanza di sole (negli allevamenti intensivi, gli animali non escono mai all’aria aperta) sono l’origine di malesseri, infezioni e malattie varie che vanno curate con frequenti dosi di antibiotici che inevitabilmente finiscono nelle carni delle mucche, nel loro latte e nelle uova delle galline.

Cosa mangiano allora i vegani?

Se l’alimentazione vegetariana è ormai comunemente accettata anche dai medici più tradizionalisti, quella vegana ancora sortisce dei dubbi. L’apporto proteico che un vegetariano compensa con un buon utilizzo di cereali integrali, legumi, uova e formaggi stagionati, il vegano deve ricercarlo esclusivamente nell’associazione di legumi e cereali integrali (questi ultimi infatti facilitano l’assorbimento proteico).
Alcune vitamine e alcuni grassi sono difficili da assumere, ma ponendo attenzioni particolari si possono acquisire tramite alimenti che purtroppo sono di più difficile reperibilità.

Spesso ai vegani viene posto il problema della vitamina B12. Questo elemento, secondo alcuni nutrizionisti, si trova esclusivamente negli alimenti di origine animale e neppure il lievito di birra, ottima fonte naturale di tutte le vitamine del gruppo B, ne contiene quantità apprezzabili. C’è però chi sostiene che le quantità necessarie di B12 possano essere assimilate attraverso la soya o le crucifere. In ogni caso esistono degli integratori di cui i vegani possono usufruire in caso di bisogno.

Altro elemento di contestazione contro la dieta vegana è la possibilità o meno di assumere gli Omega 3, uno degli acidi grassi essenziali che il corpo umano non può sintetizzare e deve assumere attraverso l’alimentazione. Gli Omega 3 si trovano principalmente nel pesce, ma una fonte piuttosto ricca di questa sostanza è anche l’olio di lino, con cui si può condire l’insalata (o si può berne un cucchiaino al giorno) e anche le noci (mangiarne 3-4 al giorno elimina il rischio di carenze).

Perché la dieta vegana viene così duramente contrastata?

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Cambiare l’alimentazione a cui si è abituati da sempre è molto difficile. È necessario impostare i propri pasti in maniera calcolata e il “mangiare quello che capita” non è più accettabile; per questo spesso sono stati fatti degli errori che hanno condotto a carenze e problemi di salute. Oggi però l’informazione è accessibile a chiunque e se si è pronti a valutare con attenzione tutto ciò che si mette nel piatto la dieta vegana è possibile. Questa continua attenta valutazione di sostanze ed elementi presenti nei cibi che si è scelto di mangiare può all’inizio essere piuttosto faticosa, ma col passare del tempo, l’abitudine e la conoscenza sempre maggiore dei valori nutritivi degli alimenti renderanno i pasti meno stancanti e comunque nutrienti.

È importante comunque che specialmente all’inizio, quando si intraprende una scelta così importante nella propria vita, ci si sottoponga a periodiche analisi così da valutare il proprio stato di salute e variare la dieta di conseguenza.

Se la dieta vegetariana ha bisogno di qualche attenzione in più, quella vegana necessita di ancor più dedizione, ma questo non è certo indice di quanto un tipo di alimentazione possa essere corretto o meno. D’altro canto oggi la maggior parte degli onnivori, certa del fatto che la propria dieta sia l’unica corretta, pone poca attenzione a ciò che ingerisce e cresce a merendine confezionate, patatine per merenda e cibi inscatolati; sarebbe quindi opportuno che anche loro si concedessero qualche minuto di tempo per capire, a prescindere dal senso etico, cosa stanno introducendo nel corpo loro e dei propri figli.


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