Dieta di Okinawa: indispensabile per raggiungere l’età più avanzata?

Coscienti di non poter aspirare all’immortalità, spesso si cerca almeno di entrare a far parte dell’insieme degli uomini più longevi del mondo. Ma come? Medicina, sport, meditazione e da un po’ di tempo a questa parte anche la dieta.

Oggi sono tantissime le persone che si dedicano al mangiar sano, cercando di calcolare la quantità esatta di calorie, vitamine, proteine e grassi di ogni singolo pasto ingerito.

Questo non è ovviamente possibile e spesso può anzi condurre ad errori di valutazione e conseguentemente di nutrizione con relative possibili carenze o squilibri nutrizionali.

Per essere sicuri di non sbagliare, molte persone si affidano perciò a diete particolari, giudicate dagli esperti particolarmente sane ed equilibrate.

È il caso del tipo di alimentazione abbracciata dagli abitanti di un’isola dell’arcipelago di Ryukyo: Okinawa. Okinawa ospita gli abitanti più longevi al mondo; non solo: oltre ad ospitare persone con un’età media di 81.2 anni (le donne arrivano ad 84), l’isola è ricca di ultracentenari che svolgono il proprio lavoro in perfetta salute psicofisica.

In cosa consiste la dieta di Okinawa?

Confrontata con la piramide alimentare del Ministero dell’Agricoltura Americano, quella dell’isola di Okinawa sembra certo più complessa.

Se alla base della dieta americana vi sono cereali pane, riso e pasta, gli abitanti di Okinawa prediligono frutta e soprattutto verdura, seguiti da pesce, alghe e pochi latticini; sono poi concesse ogni giorno poche porzioni di uova, carni magre o alimenti a base di cereali integrali, mentre vanno limitati (ma non eliminati!) gli oli vegetali e le spezie. Solo sporadicamente sono accettati dolci e cereali non integrali. Gli isolani bevono grandi quantità di thé verde ed escludono quasi totalmente alcool e fumo dalle proprie vite.

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Ad Okinawa si segue una dieta perlopiù ipocalorica: povera di grassi e ricca di carboidrati complessi; viene consumato molto pesce, ma non mancano i piatti a base di carne di maiale, ma soprattutto vengono mangiate anche 7 porzioni al giorno di frutta e verdura condita con pochissimo sale (non se ne usa più di 3 cucchiaini al dì). Le verdure, mangiate spesso sotto forma di zuppe o di piatti a sé stanti, possono condire i cereali come il riso o il grano saraceno e possono essere arricchite con alghe o legumi, ricchi di proteine.

La dieta di Okinawa basta da sola a garantire la longevità anelata?

La dieta degli abitanti dell’isola giapponese è senza dubbio una dieta sana e adeguatamente nutriente; gli stessi anziani dell’isola parlano di ishokudoghen, cioè dell’utilizzo del cibo come medicina, per sottolineare l’importanza dell’alimentazione sana per prevenire malattie come diabete, ictus, colesterolemia e tutte le malattie cardiocircolatorie di cui nell’isola si soffre pochissimo.

Ma da sola la dieta non può garantire nulla. Ad Okinawa gli abitanti vivono in un ambiente rilassato, sorridente, prevalentemente ottimista e prevale il buonumore in grandi e piccoli. Nell’isola tutti praticano attività fisica: le arti marziali, dalle più antiche alle più recenti, fanno parte dell’attività quotidiana e il corpo e la psiche ne risentono positivamente.

Non c’è perciò dubbio che una buona dieta associata al movimento fisico e ad un benessere spirituale (ormai si sa che la rabbia, il nervosismo, lo stress sono causa di patologie più o meno gravi che fanno purtroppo parte di una gran quantità di abitanti del “mondo occidentale”) possano garantire a chiunque una vita più lunga e maggiormente in salute.

È quindi necessario probabilmente lavorare anche su questo aspetto delle proprie vite, oltre a cambiare il contenuto dei piatti in tavola. Se si vive sprofondati nella poltrona, troppo pigri anche per portare a passeggio il cane; se ci si arrabbia fino ad avere mal di stomaco per un parcheggio perduto o un cellulare rotto; e se si vive con la filosofia del “toglietemi tutto, ma lasciatemi birra e sigaretta”, si può decidere di abbracciare qualsiasi dieta, ma non si raggiungerà mai quel benessere (e tanto meno quella longevità) a cui tanto si aspira.


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