Dieta crudista: non cuocere per preservarne i nutrienti degli alimenti

È stato più volte ripetuto da molti nutrizionisti e medici del settore che una cottura eccessiva dei cibi può provocare una depauperazione dell’apporto nutritivo dell’alimento stesso. La frittura, e gli stufati sono i metodi più deleteri per l’integrità dell’alimento, mentre la cottura al vapore è quella meno incriminata. C’è chi però vuole spingersi ancora oltre e decide di abbracciare una dieta particolare e piuttosto difficoltosa, almeno nei primi momenti: il crudismo.

Cos’è il crudismo e quanti tipi ne esistono?

Per mantenere intatte le vitamine, gli enzimi e tutti i sali minerali delle verdure e degli alimenti in generale, i crudisti cuociono i loro pasti a temperature non superiori ai 40 – 45°C. In questo modo il cibo rimane poco cotto e in molti casi non è accettata neppure questa temperatura e qualsiasi cosa viene ingerita totalmente cruda; ovviamente è necessario applicare metodi di macerazione e fermentazione particolari affinché alimenti immangiabili senza cottura per la consistenza troppo dura (pensiamo ai chicchi di riso!) diventino ingeribili e digeribili.
I crudisti ritengono anche che il contatto con batteri e parassiti naturalmente presenti negli alimenti sia fondamentale per il benessere dell’organismo umano, perciò è opportuno non ucciderli, ma ingerirli quotidianamente con le vivande crude. Inoltre i cibi crudi, naturalmente molto più ricchi di antiossidanti, ritardano gli effetti dell’invecchiamento, non sono relativamente alla pelle per un fattore estetico, ma riguardo a tutti gli organi interni che in questo modo possono vivere sani più a lungo, specialmente se si evitano i tipi di cottura che producono invece citotossine con conseguenze cancerogene (basti pensare alla crosticina carbonizzata della pizza o alla carne alla brace con quelle striature nere appetibili per molti).

Spesso si associa il crudismo al vegetarianesimo o al veganesimo, ma in realtà queste sono 3 correnti alimentari l’una diversa dall’altra. Mentre i vegetariani eliminano dalla propria dieta carne e pesce, i vegani eliminano qualsiasi prodotto animale e di derivazione animale, quindi anche i latticini e le uova e per di più il miele. I crudisti, che basano la propria alimentazione non tanto sull’eliminazione di alimenti, ma sul metodo della loro “cottura” (o “non cottura”!) si dividono in crudisti vegetariani, crudisti vegani e crudisti onnivori.
Questi ultimi possono poi seguire diverse correnti, tra cui la Primal Diet o la Row Meat Diet, versione crudista di quella che viene chiamata la paleodieta.
Entrambe le diete utilizzano grandi quantità di prodotti animali, in particolar modo piatti fermentati a base di frattaglie o crostacei, pesce crudo, latticini e carni grasse, accettando anche poca verdura, semi e frutta; la Row Meat Diet, elimina però quei cibi non presenti nell’età paleolitica, come i cereali o i legumi.

La dieta crudista: fa bene o fa male?

L’opinione pubblica è piuttosto controversa sulla questione del crudismo. In Italia i crudisti sono aumentati di numero negli ultimi tempi, ma è in America che la corrente alimentare ha maggiori seguaci, tra cui, sembra, anche personaggi in vista come Carol Alt o Demi Moore.
Secondo coloro che seguono la dieta crudista, nell’alimentazione con cibi crudi c’è soltanto da guadagnare, ma c’è anche chi non è d’accordo con questa tesi.
Alcuni cibi infatti sono ottimi da cotti, ma tossici da crudi, come le melanzane che contengono eccessive quantità di solanina. Senza contare il fatto che pesce e carni crude possono far scaturire parassitosi che devono essere trattate farmacologicamente affinché non creino danni duraturi (gastroenteriti, toxoplasmosi…).
Come al solito quindi è bene che chi voglia tentare un approccio alla dieta crudista si informi prima in modo molto approfondito, per non permettere ad errori banali di procurare fastidiosi disturbi lunghi da eliminare.

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Crudismo, peso e dieta

Gli stessi addetti ai lavori, consigliano di stare molto attenti e comunque incoraggiano i novelli crudisti a non demoralizzarsi se nei primi tempi perdono molto peso e presentano disturbi come gonfiore, nausea o problemi intestinali. Il corpo, non abituato a ricevere grandi quantità di cibo crudo, è portato ad espellere in tempi brevi tutte le tossine e gli elementi di scarto accumulatesi negli organi negli anni precedenti e questo di certo provoca una sintomatologia fastidiosa.

Se anche il crudismo può risultare eccessivamente limitante e poco appetibile, è comunque vero che arricchire la propria dieta con cibi crudi o poco cotti non può certo far male. Sono tante le verdure che abitualmente vengono cotte, ma è bene ricordare che peperoni, finocchi, carote, zucchine, ma anche spinaci e cavoli possono essere tranquillamente mangiati anche crudi, l’importante è sempre acquistare verdura di qualità e lavarla bene per evitare l’ingestione di parassiti potenzialmente patogeni.


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