Cibi antinfiammatori: mangiare bene, stare meglio!

Il nostro corpo reagisce alle condizioni sfavorevoli con un’intensa vascolarizzazione di una determinata zona del corpo, dando vita a quelle che senza specificità vengono chiamate infiammazioni.

Stomaco, intestino, pelle, articolazioni e non solo sono i principali obiettivi di questo disagio che i medici contrastano con i più comuni farmaci, i quali senz’altro concedono momenti di benessere immediato al soggetto, ma che in alcuni casi possono sviluppare effetti collaterali o disturbi anche duraturi e difficili da eliminare, se l’assunzione si protrae per lungo tempo.

Come aiutare l’organismo a combattere naturalmente le infiammazioni?

Chi si occupa di naturopatia può senza dubbio consigliare i giusti alimenti per coloro che soffrono un determinato disturbo da infiammazione, ma anche la medicina ufficiale concorda ormai sul fatto che alcuni cibi che possono facilmente essere inseriti nella dieta quotidiana hanno delle proprietà antinfiammatorie grazie alle sostanze che contengono.

Flavonoidi, acidi grassi e Omega 3 sono i principali elementi che se assunti regolarmente possono prevenire le infiammazioni ed eventualmente contrastare quelle che sono già in corso.

Fortunatamente non sono sostanze difficili da reperire, si trovano negli alimenti più comuni che è possibile trovare in qualsiasi supermercato, basta soltanto porre un po’ d’attenzione su cosa si mette dentro al carrello della spesa.

Piatti sani per tutti i gusti

Il salmone, il tonno o lo sgombro contengono una buona quantità di Omega 3, ma le verdure hanno la meglio tra i cibi antinfiammatori e tra queste i broccoli, le patate dolci, le carote e i vari ortaggi e verdure a foglia verde sono tra le più comuni.

Chi ama la frutta nostrana può stare certo che il detto “una mela al giorno leva il medico di torno” non viene contraddetto neppure nell’ambito specifico delle infiammazioni, specialmente per quelle a carico dello stomaco o dell’intestino e con le mele anche pere, amarene e mirtilli svolgono una funzione benefica, mentre la frutta esotica come papaya e ananas non sempre sono indicati per i problemi gastrointestinali, ma possono essere fondamentali per sfiammare i tessuti profondi dell’epidermide e quindi contrastare il tanto odiato inestetismo della cellulite!

Chi vuole arricchire lo yogurt della colazione rendendolo più gustoso e ancora più salutare può aggiungervi dell’olio ottenuto schiacciando semi di lino (oggi facilmente reperibili in qualsiasi erboristeria e in molti supermercati) o delle noci, entrambi ricchi di Omega 3.

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Per chi invece predilige un gusto orientale, un buon piatto di alghe o di funghi Shiitake è senz’altro salutare specialmente se aromatizzati con curcuma (principale ingrediente del curry) o zenzero, potenti antinfiammatori di cui basta veramente una piccola quantità per dare sapore al palato e salute al corpo.

Anche aglio e cipolla sono tra i principali farmaci naturali che gli esperti consigliano; aggiungerne un po’ nei piatti quotidiani (magari a grossi pezzi, così da poterli togliere al momento di servire la pietanza e prevenire fastidiose conseguenze) apporta dei giovamenti a tutto il corpo; in particolare l’aglio ha accertate proprietà regolatrici della pressione, anti-cancro, anti-radicali liberi e naturalmente, sfiammanti.

Terminare un buon pasto con una tisana è un’abitudine di molti e allora è bene scegliere la giusta erba se sussiste un’infiammazione da trattaregemme di rovo e thé verde sono fortemente antiossidanti, mentre la malva sfiamma l’apparato digerente ed  è utile anche per chi ha problemi di gengive doloranti.

Ma esistono anche i cibi “sbagliati”?

Lungi da chiunque l’idea di privare qualcuno del proprio piatto preferito!

Chi ha un’infiammazione in corso però dovrebbe eliminare dalla dieta quegli alimenti che stimolano la vascolarizzazione, peggiorando la condizione di fastidio e tra questi spiccano latte e derivati, fritti, cibi troppo elaborati, salumi e insaccati, alcol, additivi e conservanti, zucchero o riso raffinati.

Ovviamente queste limitazioni sono consigliate nella fase più acuta dell’infiammazione, terminata la quale si può tornare alla dieta che si preferisce, possibilmente senza eccedere nelle quantità e prediligendo sempre prodotti di qualità, possibilmente biologici; una dieta sana infatti (meglio ancora se accompagnata dalla giusta attività fisica) previene non soltanto le infiammazioni, che vanno tenute sotto controllo per evitare fastidiose cronicizzazioni, ma anche tante altre patologie che possono svilupparsi con l’accumulo di sostanze tossiche presenti in cibi qualitativamente scadenti.


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